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25° Rapporto sulla Formazione Continua in Italia

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Presentato oggi da INAPP a Roma

Roma, 8 luglio 2026 – Si è tenuta oggi la presentazione da parte di INAPP del 25° Rapporto sulla Formazione Continua in Italia. E’ stato il Presidente di INAPP, Natale Forlani a introdurre i lavori e anche a trarre le conclusioni in luogo di Massimo Temussi, Direttore Generale delle PAL, dei servizi per il lavoro e degli incentivi all’occupazione del MLPS, che non è potuto intervenire.

La presentazione dei risultati è stata articolata in due momenti distinti a opera degli esperti di INAPP. Roberto Angotti ha presentato i dati di Scenario mentre Davide Premutico ha illustrato le Policy e le loro evoluzioni nel tempo.

Molti i dati interessanti che sono emersi dalle relazioni – il Rapporto verrà a breve reso disponibile sul sito di INAPP, www.inapp.gov.it/ – dove le zone d’ombra sulle quali è necessario concentrare gli sforzi di tutti gli Attori del Sistema sono risultate maggiori e più ingombranti rispetto ai punti di eccellenza.

Saltando alle conclusioni, le raccomandazioni di INAPP rispetto alla sezione di Scenario sono state:

  • Necessità di ridurre i divari strutturali, colmando i gap generazionali, territoriali, di istruzione e di dimensione aziendale;
  • Adottare modelli flessibili (microlearning) e un sistema di tracciabilità e micro-credenziali per la spendibilità delle competenze;
  • Attuare una governance collaborativa e valorizzare le reti territoriali (es. Academy di filiera);
  • Governare le transizioni demografica e tecnologica attraverso l’anello di congiunzione tra generazioni (age management e apprendimento intergenerazionale);
  • Trasformare la formazione in un asset strategico misurabile, supportando le PMI nell’integrazione dell’IA per evitare nuove disuguaglianze digitali.

Per quanto invece attiene alla sezione delle Policy, queste sono state le considerazioni finali:

  • Non esiste ancora un Tavolo di governance che riunisca tutti gli Attori del Sistema ma sono state avviate interlocuzioni tra Regioni e Fondi;
  • Si prevede un forte impulso al ‘sistema’ Fondi Interprofessionali con l’emanazione delle Linee Guida dei FPI;
  • Nonostante FNC3 abbia provato in parte a cambiare l’inerzia, le micro-imprese risultano ancora molto penalizzate. E’ opportuno pensare a forme di tutorship costanti a loro dedicate;
  • L’interlocuzione Regioni e PPAA/Fondi può aiutare a colmare il gap formativo che tuttora permane ai danni di lavoratori autonomi e imprenditori;
  • Occorre sfruttare le potenzialità dei sistemi informativi centralizzati con capacità di lettura territoriale e settoriale (es. LIM, SIISL, SIAL) al fine di ripensare l’offerta formativa e diminuire lo skills-mismatch;
  • Rafforzare l’esigibilità del diritto alla formazione permanente a livello delle singole persone, a cominciare dallo spiegare bene cosa significhi disporre del FSL (Fascicolo Socio Lavorativo).

Al termine dei lavori e raccogliendo anche le riflessioni conclusive del Presidente Forlani la vera domanda è: riusciranno tutti gli Attori del Sistema a superare le divergenze di parte e a operare insieme per colmare un divario che ci separa sempre più dalle nazioni più evolute dell’area OCSE?

Dopo aver ascoltato gli interventi dei rappresentanti di alcune Organizzazioni Datoriali, di alcuni Sindacati e di alcune Regioni, è legittimo il permanere del dubbio e lo stimolo a mantenere alta l’attenzione.