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Competenze, capitale umano e lavoro.

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Seminario INAPP a Roma

Roma, 7 luglio 2026 – Si è tenuto oggi a Roma, presso l’Auditorium Inapp, il seminario “PIAAC (Programme for the International Assessment of Adult Competencies) Ciclo 2. Competenze, capitale umano e lavoro.” Dopo l’evento di qualche mese fa, il seminario ha presentato nuovi risultati derivanti da approfondimenti condotti da INAPP sull’indagine sulle competenze degli adulti, realizzata nel 2023 nell’ambito del Programma OCSE per una valutazione internazionale sul tema. I lavori hanno avuto il loro focus nella presentazione di risultati che approfondivano le relazioni tra competenze, capitale umano e lavoro. Gli interventi di apertura del Direttore Generale INAPP, Loriano Bigi, e di Andrea Simoncini in rappresentanza del MLPS, poi ripresi nelle conclusioni da Natale Forlani, Presidente di INAPP, hanno offerto interessanti riflessioni sul modo in cui le competenze della popolazione adulta si colleghino ai percorsi formativi, alla partecipazione al mercato del lavoro, alle opportunità occupazionali e all’utilizzo effettivo delle competenze nei contesti lavorativi.

Nelle quattro ore di lavoro serrato, i tecnici di INAPP, OCSE, ISTAT, Banca d’Italia e Università di Roma Tre hanno presentato una grande ricchezza di dati che saranno presto resi disponibili a tutti. In definitiva però le domande aperte che richiedono ancora delle risposte da parte delle Istituzioni e della politica rimangono sostanzialmente le medesime di sempre:

  • Come facciamo a recuperare il gap che pone l’Italia nelle retrovie nella classifica dei Paesi OCSE per quanto riguardo il possesso delle competenze di base?
  • Di conseguenza, come colmiamo il gap formativo per un’ampia fascia di popolazione affinchè possa aspirare ad avere un più ampio accesso al mercato occupazionale?
  • Come valorizzare davvero l’apprendimento delle competenze acquisite affinchè diventino uno strumento spendibile nel mercato del lavoro e non rimangano inutilizzate o sottoutilizzate dai singoli individui?
  • Come arrivare a una reale certificazione delle competenze che costituisca la base per l’adozione definitiva del fascicolo elettronico del lavoratore;
  • Come affrontare la prossima ondata di trasformazione generazionale del lavoro quando i cosiddetti baby boomer (nati tra gli anni ‘60 e i primi anni ’70) usciranno dal mercato?

Tutti interrogativi che meritano grande rispetto e attenzione poiché anche dalla qualità delle risposte che si sapranno dare a essi passa lo sviluppo culturale, sociale ed economico dell’Italia.