Pubblicato oggi l’articolo sulla Rivista In Terris
articolo completo al link: https://www.interris.it/glocal-news/fondo-nuove-competenze-rifinanziamento-e-opportunita/
Chi pensava a una lenta ripresa delle attività dopo la pausa delle festività natalizie ha avuto un brusco risveglio. Il 2026 è iniziato con il botto per il sistema della formazione professionale e sono in molti a sperare che questi primi giorni siano solo il preludio per un anno di intensa progettualità e attività.
Non solo il 9 gennaio il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (MLPS) ha pubblicato le nuove Linee Guida per la riforma del quadro regolatorio dei Fondi Paritetici Interprofessionali ma, quasi in simultanea, ha ulteriormente allargato la disponibilità finanziaria della terza edizione di Fondo Nuove Competenze (FNC3).
Per i non addetti ai lavori è opportuno spiegare che FNC è nata come misura straordinaria durante la pandemia del Covid-19, con l’intento di portare ossigeno e sostegno non solo alle aziende beneficiarie della formazione ma anche all’intero sistema degli Operatori, fortemente provati da un biennio di blocco quasi totale delle attività.
L’allora ANPAL, oggi riassorbito nella struttura del MLPS, aveva varato questa misura straordinaria che intendeva fornire un ausilio in un momento in cui le aziende vivevano forzose riduzioni dell’orario di lavoro a causa delle restrizioni pandemiche.
La formula era semplice: utilizzare questa minore produttività per riempirla di contenuti formativi che sarebbero stati utili nell’immediato futuro, quando la situazione sarebbe gradualmente tornata alla normalità.
La ricetta si è rivelata ben congegnata ed è stata accolta fin da subito con grande interesse e partecipazione, al punto che al primo intervento straordinario ne sono seguiti un secondo e un terzo, ovvero quello che è attualmente in esecuzione.
Non esiste ufficialità in tal senso ma appare plausibile che la misura FNC possa diventare uno strumento della programmazione ordinaria nell’ambito delle politiche formative del MLPS così come la possibilità per i fondi interprofessionali di avere in gestione risorse integrative e complementari rispetto a quelle ordinarie derivanti dal versamento delle imprese aderenti al Fondo del classico 0,30.
Oltre ai numeri che evidenziano un chiaro successo dell’iniziativa, molte sono le pressioni esercitate dai vari Soggetti che animano il sistema formativo italiano affinché non venga abbandonata questa formula vincente.
È altresì evidente che dalla prima edizione ad oggi sono intervenute una serie di modifiche che hanno riguardato non solo gli aspetti tecnici legati al processo di finanziamento dei piani formativi ma, in primis, i confini di ammissibilità delle domande presentate.
FNC3 punta a favorire l’adozione da parte delle aziende italiane di processi volti ad accelerare la transizione digitale ed ecologica, nel chiaro filone culturale, economico e sociale che l’Unione Europea promuove con le sue politiche di sviluppo.
Proprio in una logica di miglioramento e integrazione, FNC è stato sempre più collegato alle attività dei Fondi Paritetici Interprofessionali che da oltre un ventennio rappresentano il principale serbatoio di finanziamento per la formazione continua nelle aziende.
Questa volontà di fare rete è anche legata all’opportunità di sfruttare le competenze professionali che i Fondi hanno saputo sviluppare lungo il proprio percorso di crescita.
La sinergia ricercata dal MLPS con i Fondi permette dunque di rendere governabile un sistema molto articolato su tutto il territorio nazionale, garantendo standard di trasparenza ed efficacia.
Il Fondo Formazienda, al pari degli altri Fondi Interprofessionali, è stato dunque coinvolto a pieno titolo in questo processo che, in alcuni momenti, ha assunto dimensioni preminenti anche rispetto alla normale programmazione.
Ad oggi il Fondo è già stato interessato dall’arrivo di oltre 800 flussi provenienti dal Ministero che, tradotto, significa il coinvolgimento nella gestione di altrettanti piani formativi, la maggior parte dei quali molto complessi e, soprattutto, con la necessità di attuazione e rendicontazione con una tempistica molto serrata.
Con la pubblicazione del 14 gennaio da parte del Ministero di un ulteriore elenco di piani formativi resi ammissibili grazie al finanziamento aggiuntivo di quasi 126 milioni di euro, il flusso non potrà che aumentare.
A Formazienda sono preparati e, nonostante un ulteriore sforzo organizzativo significativo, esiste la consapevolezza che FNC sia uno strumento che merita fatiche straordinarie anche considerando che buona parte dei piani formativi proposti dalle aziende riguardano l’adozione di sistemi di intelligenza artificiale.
Mai come oggi il nostro Paese ha bisogno di investire la maggior quantità possibile di energie positive per presidiare la nuova frontiera tecnologica. Considerando che il nostro Paese è caratterizzato da un numero significativo di PMI – che rappresentano la parte più viva, diffusa e identitaria dell’economia italiana – con lo sguardo rivolto al futuro sarebbe auspicabile che proprio queste aziende venissero poste al centro delle prossime misure, per sostenerle nel percorso di trasformazione digitale. Un impegno di questo tipo permetterebbe non solo di accompagnarle verso nuove opportunità di crescita, ma anche di rafforzare l’intero sistema Paese, preservandone la forza, la capacità innovativa e la competitività a livello globale.



